“Arrivati ai confini del conosciuto ci imbattemmo in un giardino incantato.
Lì fiorivano i ricordi e le immagini del futuro.
In fondo al sentiero stava un nido di rose e sopra di esso la sorgente dell’arcobaleno che avevamo seguito sin dal principio.
I nostri sguardi si incrociarono commossi:
il fato voleva che alla fine del nostro viaggio vi fosse quel giardino. Quello che in realtà vedevamo non era altro che Noi stessi.”

“ Nell’oscurità senza memoria degli abissi, la notte si adagia e sprofonda.
E’ della luce, del movimento che il mare gelido e silenzioso si innamora, quando stende il suo canto negli spazi sconfinati.
Ti sollevi a cercare il cielo e dentro scorre quella melodia senza tempo, simile al respiro di un enorme Essere supino.
Sembra domandare - Quando accetterai il mio richiamo?"